lunedì 27 febbraio 2012

Di nuovo, perché si scrive?

Torniamo su un tema più volte affrontato: perché scrivere? Dopo le voci di Pasolini, Saramago e Baricco lo facciamo questa volta in maniera più spensierata e meno sofisticata citando la scena di Vengo a prenderti nella quale lo scrittore affermato (Harvey Keitel) stimola alla riflessione quello esordiente (Joshua Jackson) e di conseguenza tutti i lettori di questo blog.
Il film di per sé è bruttino, NdR...


lunedì 6 febbraio 2012

Scrivere una sceneggiatura


Non solo di romanzi vive l'autore emergente: si esordisce volentieri anche nella scrittura drammatica (a patto di avere imparato come si fa). Tralasciando i rudimenti del mestiere, sui quali non abbiamo le competenze per discutere, segnaliamo uno strumento interessante tra i software gratuiti che possono dare una mano in proposito: Celtx. Lo ha testato per noi un assiduo lettore del blog, regista indipendente.

«Il programma consente di affrontare comodamente la scrittura teatrale, cinematografica, persino il radiodramma, poiché impagina automaticamente e permette l’utilizzo di funzioni che facilitano non poco la stesura dei testi.
La grande comodità, in base alla mia esperienza, riguarda soprattutto la sceneggiatura cinematografica. L’impaginazione usata (che è possibile poi salvare in pdf) è quella americana, ormai consolidata per molti sceneggiatori; la pagina di lavoro riporta tutte le sequenze utili alla scrittura: dall’intestazione scena a personaggio, dialogo, transizione, inquadratura.
Inoltre un riquadro alla sinistra numera automaticamente le scene scritte e permette quindi una consultazione rapida: una volta che, stesa una sequenza, si ha la necessità di tornare a lavorare su di essa è sufficiente cliccare sul numero corrispondente, evitando così di ripercorre ogni volta la sceneggiatura alla ricerca del brano.
In basso poi vi è un’ulteriore voce che è di grande aiuto, lo spoglio della sceneggiatura; questa permette la ricerca, e la collocazione nelle rispettive scene, di tutti gli elementi che compongono il lavoro. Vi possiamo trovare elencate voci come dialoghi, personaggi, inquadrature eccetera ed è davvero una manna per chi affronta un testo cinematografico. Se ad esempio, giunto alla sequenza 80, non mi ricordo più in quale scena compare per la prima volta un personaggio minore, cliccando su spoglio della sceneggiatura e poi su personaggi il programma selezionerà immediatamente le scene in cui quello compare.
Un film esiste sullo schermo, non sulla pagina. La sceneggiatura ben scritta è utile in quanto rassicurante; ma non può prevedere tutto, e soprattutto viene reinventata. Una tecnologia che faciliti il lavoro di stesura quindi non può che essere ben accolta.»

lunedì 2 gennaio 2012

Scrivere o raccontare?


«E a quelli che alla fine gli chiedevano
con gli occhi lustri per la commozione,
dopo un'ora o anche due di ascolto,
per che motivo non l'avesse scritta
quella storia che ci mangiava l'anima,
rispondeva così: “Perché narrarla ad alta voce è molto bello.
Scrivere è cosa fredda, senza cuore,
un miserabile atto di notai,
il che va detto,” spiegava, “con tutto il rispetto per la categoria”.»
(Paolo Rumiz, La cotogna di Istanbul)

La linea fra la parola scritta e quella narrata dalla voce umana può essere sottilissima o viceversa estremamente marcata. Ci sono, in effetti, libri che si leggono con gli occhi e libri che si "leggono nella testa", che risuonano dentro con un andamento tutto particolare, quasi teatrale: una scelta stilistica, ma anche il risultato di una padronanza perfetta del ritmo narrativo.
Riflettendo sulla questione vien voglia di rileggere ogni cosa che si sia scritta per verificare se scorre rapida e scattante, trasmettendo al lettore il suo contenuto quasi senza filtro, oppure se "suona", se resta nella mente anche sotto forma di parole: un esercizio che può essere utile a tutti, indipendentemente dal tipo di scrittura che si decide di adottare, o che riesce più congeniale...

lunedì 12 dicembre 2011

Scrittori, non tradite il lettore


In occasione dell'ultimo Salone del libro di Torino l'agenzia letteraria Contrappunto ha organizzato una sorta di tavola rotonda intorno a quello che ha definito il "Decalogo per lo scrittore contemporaneo": dieci regole che vorrebbero indirizzare il lavoro dell'autore (esordiente o affermato) di oggi.

I contributi registrati (purtroppo con un audio un po' disturbato) sono usciti a tappe su Youtube; ci piace diffondere proprio l'ultimo, che li riassume in un certo senso tutti: lo scrittore Claudio Nebbia offre alcuni spunti interessanti intorno al concetto di onestà nei confronti del lettore, e prima ancora nei confronti di se stessi.

Il decalogo completo:

1. Innamoratevi! La scrittura è un atto d’amore. E’ il frutto creativo della passione verso ciò che narrate, verso gli occhi che vi leggeranno domani, verso voi stessi e le persone che incontrerete con i vostri libri. La passione vi renderà scrittori.
2. Arricchite la vita degli altri. Se la scrittura è ciò che siete, avete scelto di colmare con parole preziose il tempo che i lettori trascorreranno con voi.
3. Siate i primi. A credere in voi stessi, a scommettere su di voi, a correre da soli perché un giorno un agente, un editore, un critico ed un lettore corrano con voi.
4. Fate dell’ascolto un’arte. Che le vostre parole siano suoni cristallizzati su carta. Quei suoni che vi attendono per strada, pronti ad essere raccolti ed intrecciati in righe la cui unica trama è la vostra.
5. Un libro vi renderà ricchi. Di quella ricchezza colma di Bellezza e di persone, che tiene vivi gli occhi ed anima il cuore.
6. Scegliete la vostra squadra vincente. Un libro è un’opera collettiva, nata da profonda condivisione. Abbiate accanto il critico più agguerrito, il lettore più appassionato, chi vi abbatte per demolirvi e chi vi abbatte per sollevarvi ancora.
7. Vivete come scrivete. Siate uomini, prima che scrittori: create un’identità condivisa fra la vostra parola e la vostra vita.
8. Lasciate un solco. Tracciate con le vostre parole quel solco di carta che rimarrà indelebile nelle vostre pagine.
9. Siate onesti con voi stessi. Siate maestri d’eccellenza: arrotondate, limate, ricercate, studiate senza fine. Siate curiosi di vedere ove finisce la parola, e dove ha inizio il suo "oltre".
10. Non tradite il lettore. Raccogliete dai vostri lettori ciò che andrete a seminare domani. Diventate per loro ciò che si attendono che siate: la più felice versione di voi stessi.

venerdì 25 novembre 2011

Scrivere un romanzo storico: reperire le fonti


Chi vuole dedicarsi a un romanzo storico o a un saggio potrebbe trovarsi disorientato di fronte alla ricerca delle fonti: controllare una citazione, ricostruire un'ambientazione realistica richiede approfondimenti specifici talvolta non agevoli.


Naturalmente, la scelta più sensata è portarsi il computer in una buona biblioteca ed eseguire lì, periodicamente, tutti i controlli necessari (gratis). Se si ha già un'idea abbastanza precisa dei volumi di cui si ha bisogno, è possibile scoprire dove si trovano e se sono disponibili al prestito tramite il notissimo sistema Opac, che consente di esplorare la presenza di un titolo in più di 400 biblioteche italiane, restringendo eventualmente a quelle della propria regione. Spesso è lento, ma funziona; si consiglia vivamente di spuntare l'opzione "solo risposte positive" per velocizzare il tutto! Sistemi analoghi esistono su base regionale o comunale. Sempre nelle biblioteche, soprattutto se universitarie, avrete modo di consultare i vari Thesaurus (vale soprattutto per chi si occupa di autori antichi).
All'Opac si accede anche dal portale Internet culturale, che comprende la ricerca non solo nelle biblioteche pubbliche ma in quelle di enti di ricerca, fondazioni, università, archivi fisici e digitali (inclusi alcuni grandi database esteri e il link ai Metaopac stranieri), con possibilità di individuare manoscritti, esplorare spartiti musicali e collegarsi a numerose realtà on-line utili a chi debba compiere ricerche approfondite su argomenti non proprio "da classifica". Se avete tempo e pazienza, un'ulteriore opzione è lo scambio fra utenti in Anobii o Goodreads.
In diversi casi probabilmente stabilirete che per voi è più comodo ricorrere all'acquisto vero e proprio dei volumi che vi serviranno da fonte, in modo da averli sottomano per tutto il tempo che vorrete. 
Date per scontate librerie e ebook, se si trattasse di testi ormai irreperibili potete rivolgervi per esempio a Fuori catalogo: si tratta di un remainder on-line; il sito consente di cercare un titolo, se non altro per avere conferma che non è più in circolazione nelle librerie tradizionali, ed eventualmente ordinarlo. Il database Trovalibro di Ibuk è riservato agli utenti professionali e parzialmente a pagamento. Oltre a consultare gli aggiornamenti sugli ultimi volumi usciti di catalogo (opzione libera e gratuita), potete suggerirne l'uso al libraio pigro che non ha l'intenzione (o gli strumenti) di andare per voi alla ricerca di una copia residua rimasta nel circuito: attraverso il programma potrà verificarne la presenza nel magazzino di alcuni dei distributori nazionali, e farsela mandare.


Talvolta vi troverete a dover fare controlli meno approfonditi, relativi a brani piuttosto brevi o riferibili a volumi ormai liberi dal diritto d'autore: in tal caso Internet si rivela di grande aiuto a patto di avvalersi di strumenti dall'affidabilità inattaccabile.
Molto si può fare attraverso la ricerca avanzata di Google libri: non tutti i testi sono corredati di una vera anteprima on-line, ma molti permettono di visualizzare ampi estratti se non l'intera pubblicazione. Uno strumento di controllo utilissimo e affidabile per verificare citazioni, originali di traduzioni, definizioni in dizionari...
Per testi prevalentemente in lingua inglese c'è anche Openlibrary (lo stesso meccanismo, ma dedicato alle pagine web è offerto dal servizio parallelo Wayback machine). Ancora, alcuni classici della letteratura britannica si possono consultare gratis su Literature.org e Publicliterature, svariati volumi anche in lingue meno frequentate sono invece su Project Gutenberg.
Per il latino, Itinera electronica prevede ricerche di vario genere: una volta appreso il meccanismo (non semplicissimo) diventa molto comodo. Per citazioni bibliche invece c'è SearchGodsWord.
Un indirizzo di massima può essere infine fornito dalla cronologia universale on-line (ad esempio qui), purché si provveda a verificare su testi autorevoli le informazioni reperite. Qualcuno potrebbe trovarsi molto bene utilizzando Personal Historian (demo gratuita, programma completo a apgamento.
Un consiglio: durante la stesura prendete nota dei riferimenti bibliografici completi a quali avete attinto, meglio ancora se specificando per quali parti del libro ve ne siete serviti, e corredate il manoscritto di una bibliografia ben organizzata. Quando sottoporrete il vostro inedito a una casa editrice o a un editor professionista, darete un'impressione di serietà e risparmierete un sacco di fatica a chi dovrà verificare il vostro lavoro!

venerdì 11 novembre 2011

Perché scrivere?



Proseguiamo con questo video l'indagine sul significato della scrittura già percorsa attraverso le interviste registrate di Pasolini e Saramago. Dal minuto 11 circa, Alessandro Baricco ospite a Che tempo che fa interpreta a suo modo il senso dello scrivere come un modo per scegliere e trasmettere ciò che di meglio c'è nell'universo e in noi stessi.

lunedì 17 ottobre 2011

Vendere il proprio libro


Spulciando nella library del nostro lettore di e-book abbiamo recuperato una piccola pubblicazione che avevamo acquistato e dimenticato. Si tratta di Vendere il tuo libro con successo, breve volumetto elettronico curato da Stephen Brown per 40k.

Una lettura che, a nostro avviso, lascia parecchio amaro in bocca. L'autore parte sostanzialmente dalla constatazione che numerosi scrittori divenuti celebri (leggi: che hanno venduto in vita milioni di copie) provengono dal mondo della pubblicità e del marketing.
L'idea di fondo è che, se si vuole che il proprio romanzo la spunti sul mercato, non si deve aver ribrezzo del denaro e dei mezzi che servono per possederlo. Su questo, ognuno in coscienza conosce le proprie reali aspirazioni e sa distinguere fra il desiderio di scrivere un buon libro e venderne tante copie oppure il desiderio di vendere tante copie indipendentemente da ciò che c'è sotto la copertina. Lo scopo di Brown naturalmente non è però tenere una lezione di etica professionale né di letteratura, bensì di marketing editoriale, perciò concediamogli di arrivare al punto.

"Che vi piaccia o no - ci dice - gli autori sono brand. Libri di grandi brand come Stephen King, Barbara Taylor Bradford e Dan Brown vengono comprati principalmente grazie alla forza dei loro nomi, della loro immagine, della loro aura. [...] Come si diventa un grande marchio, dunque?"

Eccolo, il punto: per vendere tante copie bisogna essere dei buoni venditori di se stessi, al punto da diventare, da impersonare l'equivalente di ciò che MacDonalds è rispetto ai panini con l'hamburger. Ci aspetteremmo dunque dettagliate istruzioni per raggiungere questo obiettivo. Istruzioni che si possono però riassumere sostanzialmente in tre banalissimi elementi. Per vendere tante copie bisogna:
- avere una buona copertina (somma di buona grafica e buon titolo);
- fruire di una buona distribuzione (grande editore = migliore distribuzione);
- gestire, anche da soli, la cosiddetta "amplificazione del marketing": suscitare una vivace discussione intorno al proprio libro e alla propria persona attraverso tutti i canali possibili, inclusi scandali, stranezze e presenzialismo mediatico (da Facebook alla Tv). Se si hanno le tette, meglio.
Nessuno qui vuol sostenere che il lavoro di scrittore debba essere avulso dal guadagno, ci mancherebbe. Forse però la gente ha diritto di aspettarsi da un libro qualcosa di diverso da ciò che si aspetta da un panino con l'hamburger...