venerdì 7 novembre 2008

Come pubblicare un libro: capitolo secondo

Come si pubblica un libro? In uno dei precedenti post abbiamo fornito una panoramica di quelli che abbiamo chiamato preliminari: la correzione bozze, l'editing, la veste grafica, la sinossi, la presentazione e la scheda di valutazione.

Veniamo ora al dunque: come farsi pubblicare un libro da una casa editrice.

Cercare un editore
Se volete sobbarcarvi questa ricerca da soli non c'è metodo migliore che mettersi a spulciare con infinita pazienza i motori di ricerca. Ci vorrà molto tempo, ma varrà la pena di compiere l'operazione con la massima cura: create un file (per esempio in Xcel), riportatevi i dati di ciascuna casa editrice (indirizzo postale, e-mail, sito internet, eventuale nome e indirizzo personale del direttore editoriale o di altra figura alla quale rivolgersi) e suddividete il vostro elenco in base alla linea editoriale, ovvero alla tipologia di volumi che escono sotto quel marchio. Aggiungete qualunque altra nota vi venga in mente. Dopo che avrete scritto agli editori appuntate sempre nello stesso file l'avvenuto contatto, la data, l'eventuale risposta, l'interlocutore e altri dettagli significativi: vi sarà più utile di quanto pensiate consultare questo database, dopo che saranno trascorsi gli inevitabili mesi e mesi di attesa!

In uno dei primi post abbiamo voluto darvi una mano in questo senso raccogliendo un elenco degli editori italiani e del canton ticino a uso e consumo dei nostri lettori.

Come mi rivolgo all'editore?
Con un'e-mail (o eventualmente una lettera) contenente, come abbiamo visto, una breve presentazione di voi stessi e della vostra opera inedita, una sinossi, un'eventuale scheda di valutazione e tutti i vostri contatti.

Un trucco utile
Un trucco apparentemente stupido, ma utile: fate caso al nome che date ai file che decidete di allegare alla vostra e-mail. Un allegato chiamato "librodef.doc", "romanzo1.doc" o "prova2.doc" non aiuta a capire quale possa essere il contenuto, non invita al fatidico click e implica il rischio che il documento vada rapidamente disperso. Invece un "Presentazione inedito Rossi.doc", "Sinossi inedito Rossi.doc" o simili risulterà senz'altro più efficace.

Mi hanno risposto!
Se la segreteria di redazione deciderà di contattarvi e chiedervi l'invio del manoscritto, il primo passo sarà fatto. Non dimenticate di allegare al pacco (o alla nuova e-mail) una lettera nella quale ricordate chi siete, da chi e quando vi è stato chiesto l'invio di quel materiale, come è possibile rintracciarvi. Per la veste grafica da dare all'inedito potete rileggere queste brevi indicazioni.

Quanto devo aspettare?
Purtroppo molto: specie nel caso dei grandi editori può passare anche un anno prima che qualcuno esamini il vostro lavoro. Potete sfruttare questo tempo per creare un po' di aspettativa: un blog, un sito accattivante, una marea di fan su Facebook... Guardatevi bene però dal far stampare nel frattempo il vostro romanzo presso uno dei siti che consentono di pubblicare un libro online. Sarebbe come condannarlo all'impubblicabilità. Sarebbe come chiedere a Steven Spielberg di mettere la sua firma sul video che avete caricato in youtube...

Mi hanno offerto la pubblicazione in cambio di denaro!
Questa è davvero una questione di scelte personali. Non è affatto detto che un editore che richiede un contributo da parte dell'autore sia un cattivo soggetto, come molti credono: anche lui avrà una rete di distribuzione nelle librerie e tutto l'interesse a diffondere la notizia, organizzare presentazioni, inviare il testo ai concorsi. Diciamo che questa può essere una buona soluzione laddove non riusciate a ottenere nessun risultato presso case editrici più facoltose, senza dover ricorrere a una improduttiva stampa in proprio.

Il piano B
Il piano B è decisamente più dispendioso, ma se non avete problemi di soldi può essere una tattica vincente: affidare a delle Agenzie editoriali il vostro lavoro perché pensino a promuoverlo e segnalarlo presso editori già selezionati in base al taglio del vostro inedito. Attenzione però: anche l'agenzia letteraria compie una selezione: è bene presentare un lavoro già "pulito", ovvero sottoposto almeno a una correzione bozze professionale, meglio ancora a un editing approfondito.

A questo punto la formula magica che conosciamo è una sola: in bocca al lupo!

Nessun commento: