domenica 25 gennaio 2009

Proofreading party: la lettura incrociata

Oggi parliamo di un metodo a un tempo utile e spinoso: la lettura incrociata degli inediti.

La pratica della lettura incrociata è un espediente comodo ed economico: due o più autori emergenti che hanno in progetto di pubblicare un libro, ma sono ancora lontani dalla sua versione definitiva, danno in lettura i propri inediti ad altri scrittori (in genere esordienti anch'essi) e ricevono in cambio una copia del manoscritto altrui. Lo scambio può avvenire di persona, ma capita ormai sempre più spesso che i volontari della lettura incrociata si diano appuntamento su Internet (per esempio sul gettonato Rifugio degli esordienti).

Si creerà così un gruppo di lettura incrociata gratuita, i cui componenti potranno operare individualmente a casa propria o, per rendere più gradevole l'operazione, organizzarsi in quello che gli anglofoni chiamano proofreading party: ritrovarsi a leggere tutti a casa di qualcuno, o in un altro locale adatto, e approfittarne per sorseggiare tazze di tè, sgranocchiare biscotti, fare amicizia e scambiarsi idee e consigli.

Il compito di ciascun lettore sarà dare una valutazione generale all'inedito, individuarne i punti deboli, trovare il maggior numero possibile di refusi.

L'idea implica degli aspetti molto proficui: specie se i partecipanti sono scrittori di una certa esperienza, raccogliere impressioni e suggerimenti sarà di grande utilità all'esordiente. Inoltre, abituarsi all'idea che la propria creatura possa essere criticata, modificata e metabolizzata secondo chiavi diverse da qualla in cui è stata immaginata costituisce un allenamento salutare.

Ci sono però dei rischi dai quali è bene guardarsi.
1) Il lettore appassionato non è un correttore di bozze: è veramente difficile che riesca a individuare tutti i refusi e a rendersi conto di aspetti, se non sostanziali, certamente importanti come il rispetto delle uniformità e l'efficacia grafica. Per ripulire il testo dagli errori è necessario un occhio particolare, allenato grazie a una formazione specifica e all'esperienza professionale.
2) Il lettore appassionato non è un editor: darà un giudizio personale (anche validissimo) sull'opera, ma difficilmente sarà in grado di rendersi conto davvero di cosa funziona e cosa no in un testo nell'ottica della pubblicazione. Il suo parere sarà utile per misurare la possibile risposta dei lettori, ma può essere addirittura fuorviante per ciò che concerne la risposta degli editori e, in seconda battuta, del mercato. Cinico, se volete, ma l'obiettivo non è forse pubblicare libri?
3) Nel momento in cui due persone si scambiano il proprio inedito, specie se si sono incontrate vis-à-vis, entrano in gioco fattori del tutto comprensibili e umani come l'antipatia o viceversa l'attrazione reciproca, l'invidia, l'orgoglio, il timore del giudizio altrui o piuttosto quello di ferire l'amor proprio dell'interlocutore. Tutti filtri che falsano la valutazione finale, e che possono essere evitati nel caso di una lettura professionale.

Morale: la lettura incrociata è una pratica utile che può avere risvolti sociali particolarmente piacevoli, ma non deve sostituire il lavoro di un professionista, bensì affiancarlo o precederlo.

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