venerdì 15 gennaio 2010

Editori a pagamento: un'inchiesta

Di editoria a pagamento si è parlato spesso, in questo blog e altrove. Ma torniamo volentieri sull'argomento per raccontare di un particolarissimo reportage.

Si tratta di un'inchiesta dello scrittore Devis Bellucci intitolata "Il suo romanzo è roba grossa", apparsa nel 2008 in tre puntate (Parte 1, Parte 2 e Parte 3) su Booksblog.



L'autore, con uno pseudonimo, si è impegnato - per il bene di tutti - a scrivere il romanzo più brutto che gli riuscisse, avendo cura di renderlo banale, farraginoso e pieno di errori di grammatica. Poi ha condotto un esperimento: ha inviato l'inedito, come farebbe qualunque aspirante scrittore, a un certo numero di case editrici che si occupano di pubblicare on demand, ovvero a spese del malcapitato.
Ebbene, molti editori hanno risposto con parole di entusiasmo per l'opera, definendola "originale, " ben scritta", "sincera" e così via, e naturalmente offrendo al suo creatore un contratto di edizione che avrebbe comportato l'acquisto di un altissimo numero di copie o il versamento di migliaia di euro.

Il tutto senza alcuna reale opera di distribuzione, il che come tutti sappiamo significa non essere raggiunti da nessun lettore (tantomento da qualche banconota).

Sebbene un po' datata, l'inchiesta di Bellucci ci è parsa attualissima e interessante. Ne consigliamo la lettura agli scrittori emergenti che cercano di farsi pubblicare un libro e non hanno voglia si incontrare brutte sorprese, ma anche a tutti coloro che si sono già dovuti confrontare con il lato oscuro degli editori a pagamento (ma non vogliamo generalizzare!) e desiderano alimentare il giustificatissimo livore con qualche amara conferma.

Per approfondire: Silvia Ognibene, Esordienti da spennare. Come pubblicare il primo libro e difendersi dagli editori a pagamento,
Terre di Mezzo editore.

2 commenti:

Racconti sulla soglia ha detto...

Poveri noi!

ArtNite ha detto...

Incredibile!

La editoria a pagamento è davvero il male di questo mondo. E può colpire (in maniera irreparabile) soprattutto gli scrittori più giovani, coloro che hanno appena iniziato e che cadono facilmente in queste trappole...

Sono felice (e fortunato) di non esserci incappato...