martedì 16 febbraio 2010

Professione scrittore: le lettere di Larsson all'editor

"Non ho una particolare fiducia nelle mie capacità di scrittura; di solito i miei testi migliorano parecchio dopo che un redattore ci ha messo mano, sono abituato a fare e subire revisioni."
Abbiamo appena letto Le ultime lettere di Stieg Larsson, un volumetto edito da Marsilio che raccoglie le e-mail che lo scrittore scambiò con la sua editor, poco prima di morire, riguardo alla fortunata trilogia Millennium.
Ci è sembrato che fosse affascinante, specie per chi è o vuol diventare scrittore, trovare fra queste pagine traccia delle revisioni, delle stesure e rielaborazioni, dei tagli che l'autore via via discusse con la casa editrice e in particolare con la sua editor, Eva Gedin, e (indirettamente) con la redattrice che si occupava del testo.

Forse non occorre nemmeno conoscere Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta per leggere con interesse questo libretto: ci si fa un'idea di quali forme possa prendere, concretamente, il rapporto fra l'autore e l'editor (certo ci sarebbe piaciuto sapere di più: spiare altre lettere, origliare le conversazioni dietro un tavolo di lavoro...), si resta persino un po' sorpresi nell'intuire quanto lavoro di rielaborazione ci sia stato fra la prima stesura e quella che l'autore (morto prima della messa in stampa) non poté che considerare definitiva. Dai robusti tagli al primo dei tre volumi, alla "invenzione" di nuovi personaggi per supportarne altri, finiti in un binario morto, all'aggiustamento delle trame per far sì che l'impalcatura generale tenesse.

Il libro non si può per il momento trovare in commercio, ma viene dato in omaggio (fino a esaurimento scorte) a chi acquisti un volume della serie GialloSvezia di Marsilio.

2 commenti:

ArtNite ha detto...

Interessante davvero.

Il romanzo "definitivo" quello che il lettore compra dallo scaffale è il frutto di un'evoluzione che nasce dal genio dell'autore, dalle esperienze, e dalla correzioni di molte mani.

Spesso mi si chiede come possa uno scrittore lasciare che "altri" correggano la sua opera. Ebbene, credo che nel momento in cui uno scrittore si protegge dietro la sua "arte", perde tanto lo scrittore stesso e, soprattutto, ne perde tanto anche la sua opera.

Correzionebozze.it ha detto...

Non avrei saputo dirlo meglio! :-)