martedì 8 giugno 2010

Guida 2010 agli editori che ti pubblicano

Fra i tanti titoli capitati sul nostro tavolo segnaliamo volentieri a tutti gli autori esordienti il volume Guida 2010 agli editori che ti pubblicano, dedicato alla titanica ricerca di un editore disposto a pubblicare il frutto della propria fatica.
Dopo il lavoro di stesura e revisione arriva l'altrettanto duro periodo da dedicare alla caccia di chi abbia voglia di scommettere sui nuovi scrittori.

Nella guida di Leonardo Pappalardo si cerca di dare risposte alle tante domande di un emergente: come mi presento a una casa editrice? Presso quale specifico editore il mio testo avrà qualche possibilità di essere letto e magari mandato in stampa? Meglio inviare una sinossi o il testo integrale? Leonardo, che si definisce "precario a tempo indeterminato", è già arrivato alla seconda versione della guida. Dopo il successo del 2009 sono stati censiti oltre 350 editori di cui sono inseriti i riferimenti, i contatti, la tipologia di volumi pubblicati (non ha senso mandare un saggio di storia dell'Iran a chi pubblica fantasy) e varie altre informazioni essenziali ricavate direttamente da una ricerca fatta sul campo: l'autore è lui stesso giornalista e scrittore e ha quindi sperimentato in prima persona ostacoli e frustrazioni del mestiere, e può permettersi l'autoironia tagliente con cui talvolta descrive la propria categoria.

Ecco, direttamente dalla sua voce, alcuni consigli per i lettori di questo blog (l'intervista integrale la trovate a questo link):


Tre grandi errori in cui incappa l’esordiente
Risponderò con le tre “S” di cui ho già parlato in un numero del Writers Magazine Italia:
- Spunto. La maggior parte degli esordienti scrive senza avere nulla di veramente interessante da dire. Cioè, molti di loro quando cominciano a scrivere credono di aver trovato la storia del secolo, ma in realtà o buttano giù intrecci già visti e sentiti, o navigano a vista con il solo intento di riempire le pagine di noiosissime elucubrazioni sulla loro vita. Questo vale per i romanzi così come i racconti, stessa cosa.
- Stile. Ho notato che buona parte degli esordienti tende a compensare le proprie insicurezze come scrittore imitando la prosa e i lirismi letterari tipici dei vecchi classici del passato. Insomma, invece di concentrarsi su come raccontare al meglio ciò che hanno bisogno di dire, preferiscono infarcire il testo di leziosità e parole desuete, iniziando periodi lunghissimi che in realtà non hanno intenzione di finire finché non hanno esaurito tutto il loro impressionante vocabolario personale. Scrivere bene non significa “scrivere complicato”, ma trasmettere quante più emozioni possibili al lettore con il minor numero di parole.
- Struttura. Gli scrittori in erba iniziano a scrivere perché si divertono, perché vogliono “scrivere un libro”, perché sono presi dall'ispirazione. Tutto ciò è buono e giusto, ma è un errore cominciare a scrivere senza sapere dove si andrà a parare alla fine o quale strada intraprendere. Stendere una scaletta è d'obbligo: senza, si rischia di impantanarsi a metà strada, di non sapere più come concludere la propria storia, di ritrovarsi fra le mani una narrazione “sbilanciata” con gli snodi narrativi in disordine. Poi la scaletta può essere minimale o super dettagliata, non c'è un metodo preciso per tutti: l'imperativo è pensare TANTO prima di cominciare a scrivere. Destrutturare i romanzi altrui è un ottimo allenamento.

Tre consigli per un esordiente
- Un esordiente deve essere ben consapevole del motivo per cui scrive. Se scrive per puro divertimento, allora magari non gli interesserà migliorare, e gli basterà vincere qualche premio letterario per essere felice. Se si scrive con l'obiettivo di sfondare, di farne un mestiere o di raggiungere delle vette di eccellenza, allora bisogna essere pronti a esercitarsi, a lavorare duro, imparare dai propri errori, a frequentare corsi, a faticare. Nel primo caso si tenderà a sovrastimare il proprio valore, spesso si andrà incontro a delusioni e si finirà col pubblicare a pagamento per soddisfare la propria vanità. Nel secondo, si rischia di smettere di divertirsi e finire per considerare la narrativa come un lavoro. L'ideale sarebbe trovarsi nel mezzo. In ogni caso, bisogna sapere dove si sta.
- Siate estremamente umili. Mai, mai, MAI arrabbiarsi quando si ricevono delle critiche, anche se non le si ritengono costruttive. Se qualcuno legge il tuo lavoro e ti dà un consiglio, ti sta facendo un favore, e va rispettato. Immagazzinate tutte le critiche, e poi confrontatevi con altri lettori/scrittori in gamba per sapere quale strada intraprendere per migliorare. Anzi, tenete maggiormente in considerazione chi vi critica, piuttosto che chi vi loda: è più probabile che gli onesti siano i primi, perché anche nei migliori romanzi c'è sempre qualcosa da migliorare.
- Questo consiglio può variare a seconda dei vostri obiettivi... ma in linea generale non pubblicate mai con case editrici note per essere a pagamento se volete che il vostro valore sia riconosciuto. Pubblicare a pagamento è come barare in un videogioco: si vince ma non c'è sfida, e di conseguenza non c'è nemmeno la soddisfazione di aver vinto. Gli addetti ai lavori e gli scrittori sgamati sapranno che avete barato, e da loro non riceverete alcun rispetto. Se desiderate ardentemente il “patentino da scrittori”, allora guadagnatevelo onestamente.



4 commenti:

Nate ha detto...

Ciao, è da un po' che seguo il tuo blog... Mi ha dato molti consigli utili. Sono uno scrittore in erba anch'io ed ho cominciato con piccoli racconti e storielle a dodici anni. Le prime ovviamente non andavano da nessuna parte... Le seconde più o meno, le ultime sembrano essere maturate. Quando scrivo lo faccio per due motivi: divertirmi e poter condividere la mia visione e il mio pensiero... Sono storie di fantascienza, ho quindici anni. Il problema è: da chi far giudicare le mie opere? Non voglio spedirle via e-mail a sconosciuti... Nè fermarmi su valutazioni poco oggettive di parenti o amici che ci capiscono poco e che non hanno la minima intenzione di leggere quello che tu hai fatto... Come posso fare??

Correzionebozze.it ha detto...

Caro Nate, se l'idea di affidare le tue parole a uno sconosciuto ti spaventa potresti cominciare da qualcuno vicino a te che possa però capirne qualcosa, per esempio, vista la tua giovane età, uno dei tuoi docenti. Altrimenti, prima di tentare la via di editori e agenti letterari esistono molti siti e forum in cui gli autori esordienti fanno letture incrociate e si scambiano pareri. Non dimenticare però che ciò che viene messo su Internet vi rimarrà in eterno, e che un testo pubblicato su internet non viene più considerato inedito.

Maria L. ha detto...

Ciao, sono arrivata qui per caso e non posso trattenermi dal fare un commento, perche' condivido la passione della scrittura. Ho molto apprezzato i consigli allo scrittore esordiente. Sara' perche' mi ci ritrovo. Mi sto cimentando nei racconti per bambini. Quest'anno ho riaperto un cassetto con tante storie dimenticate e ho trovato una casa editrice della mia zone, la Caravella, che ha mostrato attenzione. Mi piacerebbe rientrare ne Le Vele, la loro collana di narrativa per bambini e pubblicare libro. Ripassero' presto da queste parti. Nel frattempo fatemi gli in bocca al lupo. mary

Correzionebozze.it ha detto...

Un "in bocca al lupo" non si nega a nessuno!