lunedì 4 luglio 2011

Consigli per scrivere un libro

Se siete approdati in questo post alla ricerca di spunti per diventare scrittori, o migliorare la vostra tecnica, non vi illuderemo con ricette preconfezionate. Ciò che vogliamo fare è invece fornirvi qualche elemento di riflessione che in questi anni abbiamo raccolto da fonti diverse o di cui, semplicemente, ci siamo convinti da soli, lasciando a voi il lavoro di comprendere quali meglio si adattano al vostro stile.

Primo, il talento: inutile dire che chi non ce l'ha non potrà darselo, ma ciò non significa che sia impossibile passare da penna promettente a scrittore vero. Se vi sembra che faccia al caso volstro, esercitatevi con l'aiuto di un corso di scrittura creativa o imparate confrontandovi con i colleghi, magari durante un bel proofreading party o nei siti che consentono la valutazione incrociata degli inediti. Quando vi sentite più sicuri, passate agli editor e alle agenzie letterarie, per avere un feedback oggettivo (certo, però, non gratuito).



Secondo, il tempo. Scrivete con metodo, suggeriscono in molti, celebri e meno: da Raymond Carver in Niente trucchi da quattro soldi a Morgan Palmas, che ha intitolato il suo manuale Scrivere un romanzo in cento giorni e invita ad applicarsi per non meno di una cartella e mezza al dì. Se siete pigri, ma sentite il bisogno di uno strumento di autoregolazione, provate con Write or die. Alcuni però trovano più produttivo scrivere per tre giorni e tre notti seguendo l'ispirazione, e poi riposarsi per un mese: non c'è nulla di male, purché funzioni!

Terzo, scrivete di ciò che conoscete: non necessariamente un romanzo autobiografico, ma sensazioni, situazioni, dolori dei quali avete una minima esperienza o ai quali riuscite ad arrivare con l'immaginazione. "Fate più ricerca possibile lontano da Internet, con gente reale, in luoghi reali" suggerisce Carl Zimmer, divulgatore scientifico, sul suo blog; vivere nel mondo, essere davvero a contatto con gli esseri umani in carne ed ossa, è probabilmente il consiglio di scrittura più importante di tutti. Ma anche leggere molti libri attinenti con il tipo di testo che avete in mente può essere d'ispirazione: l'ispirazione a fare cose diverse, naturalmente.

Quarto, capite voi stessi. La forma da dare alle vostre parole sta in primo luogo nello stile: dovrete costruirne con il tempo uno che sia personale, riconoscibile, non stereotipato. Potrete poi scoprire che vi riesce meglio essere voi stessi in un racconto breve, in un romanzo o in un'opera teatrale, in un giallo o in un fantasy: sperimentate finché non troverete la formula che più vi appartiene, indipendentemente dalle mode e dalle esigenze del mercato. Individuate la vostra strada: da quel momento in poi, scrivete davvero.

Quinto, mai partire dall'obiettivo finale per costruire la propria creatura, specie se questo obiettivo non ha a che fare direttamente con la vostra personalità: fareste mai l'amore esattamente come il vostro vicino di casa solo perché suo figlio è diventato ricco? Allora non cercate di scrivere un clone del Codice da Vinci perché questo ha venduto molto: cercate di scrivere come vi piace, come vi soddisfa, come vi riesce.

Sesto: una volta trovata l'ispirazione, ricordate che il punto debole della maggior parte dei romanzi è la struttura. Lavorate sulla scaletta, sulla caratterizzazione dei personaggi, sulla sequenza logica prima di cominciare davvero con la scrittura.

Settimo: volete scrivere o pubblicare? Forse dovreste desiderare prima di essere scrittori, poi di essere pubblicati, in questo ordine. Ciò vi eviterà di essere frettolosi nella stesura, avventati nella promozione, sprovveduti nella rete degli editori cannibali, e vi aiuterà a presentarvi sul tavolo delle case editrici forti di una certa consapevolezza di chi siete e dove volete arrivare.

Ottavo comandamento: se volete fare sul serio, trovatevi un buon editor e fidatevi di lui. Non ciecamente, ma... quasi. Dice Stephen King: «Una regola pratica [...] è: “L’editor ha sempre ragione”. Il corollario è che nessuno scrittore accetterà in toto i consigli del suo editor: poiché tutti hanno peccato e hanno mancato la perfezione. Per dirla in altri termini, scrivere è umano, editare è divino.»

Nono, il lettore: non dimenticate mai che state scrivendo per essere, un giorno, letti. Dato che siete lettori a vostra volta, saprete che chi prenderà in mano la vostra opera non è stupido, ma nemmeno onnisciente. Quindi non cercate di farlo fesso con stratagemmi costruiti a tavolino, colpi di scena prevedibili ed espedienti da fiction tv; lasciate a lui una parte dell'immaginazione, senza voler descrivere ogni cosa nei minimi dettagli. D'altro canto, non pretendete che lui sia nella vostra testa: fornitegli gli strumenti per assimilare le parole e capire bene la trama.

Come ultima tappa di questo decalogo, ci piace riportare un'opinione forse inattesa che susciterà senz'altro un processo di autoanalisi in molti aspiranti autori. E' quella di Cory Doctorow, e sta rimbalzando un po' ovunque nella rete: «Scrivete anche quando vi sembra che il libro faccia schifo e non stia andando da nessuna parte. Dovete solo continuare a scrivere. Non fa schifo. C’è un conflitto con la vostra parte conscia, che va nel panico, dato che il vostro subconscio ha preso in mano la situazione: e sa cosa fare.»

5 commenti:

Romina Tamerici ha detto...

Buongiorno! Sono Romina Tamerici,un'autrice esordiente. Navigando in rete alla ricerca di blog letterari ho trovato questo articolo e devo dire che mi è piaciuto molto. Trovare dei consigli è sempre utile, anche se la ricetta per il libro perfetto non esiste e forse non esiste nemmeno il libro perfetto. Congratulazione per i consigli e le bellissime citazioni.

Correzionebozze.it ha detto...

Grazie Romina, e in bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

Salve..sono una ragazza fortemente motivata ma assalita quotidianamente da un gran dubbio:" scrivere o non scrivere?".Ci penso ogni giorno ed il desiderio sembra crescere.Devo dire che questi consigli sono stati davvero costruttivi per me che ho molta poca stima di me stessa.Complimenti soprattutto per l'utima citazione sull'azione del subconscio.è quello che succede a me ogni volta che arrivo ad un punto:mi sembra senza alcun senso e non so come coninuare.Ma mi fido delle vostre profonde parole. Del resto un libro si sente dentro,non lo si deve scrivere per la sola voglia di farlo.

Kary ha detto...

Salve! Ho travato questo blog girando su Google, e questo articolo e davvero interessante! Sono davvero ottimi consigli per chi vuole intraprendere questa "avventura". Serviranno anche a me dato che scrivo da qualche tempo ma mi blocco moltissime volte.

Anonimo ha detto...

io mi chiamo Carla , in cerca di spunti ho trovato questo blog e mi piace molto soprattutto perchè così noi ragazzi a volte ci dobbiamo esprimere e per farlo molti scelgono la scrittura , ma , tralasciando questo .... mi servirebbe un aiuto .... la prof mi ha chiesto di scrivere un tema molto lungo quasi un piccolo libro ma io non ho la minima idea di come potrei parlare della vita adolescienziale (come dice lei)in modo da farci un libro ... cosa dovrei fare ???? :(