venerdì 16 settembre 2011

Diritto d'autore: tutelare la paternità di un inedito

Onestamente, la probabilità che un altro scrittore si attribuisca totalmente la paternità del vostro romanzo non è alta. Se però avete avuto un'idea sensazionale e non vi sentite tranquilli, perché non cercare di tutelarsi?

Come si fa
- Il classico trucco di cui avrete senz'altro sentito parlare consiste nello stampare il manoscritto, firmarlo, chiuderlo in una busta e spedirlo al vostro stesso indirizzo per raccomandata, conservando la ricevuta e lasciando la busta ben sigillata. Fonti autorevoli specificano però che è indispensabile, perché questa operazione abbia valore legale, che il timbro postale sia apposto sull'opera stessa. Come a dire che, in fase di eventuale giudizio, il manoscritto sarà valutato effettivamente "vostro" se consiste in un gigantesco origami timbrato, piegato in modo da diventare una busta...

- Se avete optato per l'autopubblicazione, discorso analogo è conservare una fattura o una comunicazione ufficiale di qualche tipo che attesti in quale data il volume è stato stampato, anche qualora fosse privo di Isbn (opzione, quest'ultima, che sconsigliamo). Non siamo però riusciti a trovare validi feedback sull'efficacia reale di questo genere di documenti in caso di contestazione.
- E' possibile depositare l'opera alla Siae. Probabilmente è il metodo più sicuro, ma anche quello più dispendioso e, in un certo senso, burocraticamente arretrato: per tutelare il copyright di un'opera d'ingegno occorre pagare una quota che va rinnovata periodicamente. Spesa complessiva: 110 euro ogni 5 anni. Per esperienza diretta abbiamo inoltre constatato che, per dirla tutta, capire qualcosa sui destini del proprio inedito attraverso gli addetti degli uffici Siae è un po' come interpretare il remake de Le dodici fatiche di Asterix: ognuno vi dirà qualcosa di leggermente (o pesantemente) diverso, e non vi resterà che sperare di aver fatto tutto per bene.
- Un sistema alternativo piuttosto interessante è sfruttare le possibilità di Copyzero: l'inedito può infatti essere protetto anche con una firma digitale qualificata e con la datazione elettronica. Costa meno della Siae, ha lo stesso valore di una firma cartacea e si esegue on-line. Dovrete salvare il vostro romanzo sotto forma di documento elettronico (il classico file Word va benissimo) e procurarvi una Smartcard e il relativo lettore (istruzioni su infocamere, procedura non semplicissima), nonché acquistare, necessariamente in blocchi di cento, le cosiddette "marche temporali" che, insieme alla firma digitale, saranno applicate al vostro file. A questo punto disporrete di una copia elettronica "autentica" del testo, che ne testimonia legalmente la paternità, e di 99 altre "marche" con cui autenticare in seguito, senza costi aggiuntivi e con un meccanismo decisamente meno macchinoso, la stessa opera o altre creature della vostra penna: dopo 4 anni infatti la marca temporale scade, e ne va apposta una nuova. Se decidete di non rinnovarla, sappiate che il suo valore legale dopo la scadenza prosegue comunque per altri 6 anni.
Se avete poco tempo libero o siete poco pratici del computer, potete rivolgervi al movimento Costozero, associazione promotrice proprio del progetto CopyZero, che esegue tutta l'operazione al posto vostro a un prezzo fisso decisamente basso, al quale potrete decidere di aggiungere una donazione libera.
- Qual è il metodo di tutela più efficace e sicuro di tutti? Indovinate un po': essere selezionati da un editore serio, firmare con lui un contratto altrettanto serio e... pubblicare il vostro inedito! In bocca al lupo, come sempre.

Fonti: si ringraziano Biasco, il forum di Braviautori e le numerose community di esperti e scrittori emergenti che abbiamo consultato per verificare le informazioni. Saremo grati a chi vorrà fornirci ulteriori spunti e feedback.

2 commenti:

Gloutchov ha detto...

Ora c'è anche l'opzione della posta certificata ^^

Correzionebozze.it ha detto...

Vero, ma come strumento in generale funziona in modo pessimo secondo me!