lunedì 25 marzo 2013

Coach per scrittori: arredare la tua casa di scrittura

«Il coach per scrittori è come l'arredatore d'interni per una nuova casa. Tutti ne hanno bisogno anche se molti ritengono di poterne fare a meno.»
Ce lo dice Massimiliano Enrico, writing coach, al quale abbiamo chiesto di illustrare il suo lavoro.





Possiamo immaginare lo scrittore che vuole iniziare la sua carriera da professionista come una persona che vuole comprare casa e andare ad abitare da solo.
Per comprare una casa ci sono alcuni passaggi obbligatori (per semplificarci la vita salteremo le considerazioni di ordine economico).

L'acquisto
La prima e fondamentale decisione che il novello proprietario dovrà prendere è il luogo e il tipo di casa che vuole.
Si può scegliere casa in montagna, in campagna, al mare, in città e via dicendo.
Si può scegliere casa in un palazzo, in un complesso, una villa indipendente, una fattoria e via dicendo.
Ogni scelta è giusta.
Allo stesso modo lo scrittore dovrà decidere se iniziare le propria carriera come autore o come altro professionista (redattore, correttore di bozze, copywriter, ghostwriter, pubblicista, giornalista, traduttore...) e su quali aspetti focalizzarsi: ad esempio potrebbe scegliere di scrivere romanzi oppure racconti, dovrà individuare il genere letterario prevalente fra i vari possibili eccetera.
Questa è la fase di acquisto della casa.
In questa tappa il vostro arredatore potrà essere utile solo in parte, potrà consigliare o sconsigliare una certa casa in base alla sua esperienza e alle sue conoscenze ma non può sostituirsi al compratore nelle scelte.
Allo stesso modo il coach potrà aiutare a trovare la giusta strada su cui procedere, ma la scelta deve essere dello scrittore.

I servizi
Viene poi una seconda fase cui l'arredatore può partecipare in modo molto relativo. La chiamo fase dei servizi.
Una casa ha bisogno degli impianti fondamentali quali:
  • impianti idraulici e igienici;
  • impianto elettrico;
  • impianto del gas.
Senza questi la casa non è vivibile. Uno è assolutamente fondamentale, l'impianto idraulico e igienico; uno è praticamente irrinunciabile, quello elettrico; infine l'impianto del gas è molto utile ma potrebbe anche essere fatto in seguito o tralasciato del tutto.

Analogamente la casa dello scrittore ha bisogno dei servizi essenziali che divido in tre grandi aree:
  • la conoscenza della grammatica e della sintassi della lingua;
  • il dizionario dei termini, la quantità di parole conosciute;
  • la conoscenza del genere scelto.
Come per i servizi di cui sopra, la casa dello scrittore non può prescindere dalla conoscenza di grammatica e sintassi: non verrebbe data l'abitabilità.

Un impianto elettrico vecchio e/o mal fatto permette sempre di accendere una lampadina ma se si vuole usare lavatrice, frigorifero e ferro da stiro insieme l'impianto deve essere in ottimo stato.
Allo stesso modo un autore con una conoscenza limitata della lingua qualcosa riuscirà comunque a scrivere ma senza un ottimo e aggiornato dizionario (in testa: le parole che una persona conosce e usa, non il volume che prende polvere nella libreria) la fatica sarà immensa e arrivare ad un buon risultato sarà molto difficile.
Infine l'impianto del gas. Nelle case è molto utile, permette di essere indipendenti dalla corrente elettrica per cuocere i cibi ed avere l'acqua calda. Non è assolutamente fondamentale ma è una gran bella comodità.
Allo stesso modo la casa dello scrittore dovrebbe disporre di una conoscenza approfondita del genere scelto. Non è fondamentale - la si può acquisire un poco alla volta - ma un professionista conosce molto bene il suo campo di competenza... e ha passione per esso.

Come dicevo sopra il vostro arredatore/coach può fare molto poco per quanto riguarda la conoscenza di grammatica e sintassi, fuorché indicarvi dei buoni libri e dei corsi di grammatica: è una competenza che ogni scrittore deve avere prima ancora di poter iniziare.
Vale lo stesso per il dizionario personale: non è certo un consulente che può fornire allo scrittore la nomenclatura utile al suo lavoro, al più può integrarla con nuove risorse e aiutare nell'ampliarla.
Per l'impianto del gas/conoscenza del genere l'arredatore/coach può intervenire in modo più consistente.
Se lo scrittore intende applicarsi ad un nuovo genere, ampliare la propria prospettiva o cambiarla completamente ecco che l'arredatore/coach può lavorare di concerto con lui per trovare il percorso di acquisizione delle conoscenze migliore (più breve, più agevole, più classico o più creativo a seconda delle preferenze).

L'arredamento
Ora abbiamo la casa di scrittura bella pronta, con i servizi perfettamente funzionanti e funzionali, le pareti pulite e le stanze illuminate.
Ora inizia il vero lavoro dell'arredatore.
Si comincia a valutare quali stanze dovranno essere adibite a quali funzioni, si scelgono il colore delle pareti, lo stile dell'arredamento, la qualità e quantità dei mobili e delle suppellettili.
E l'arredatore partecipa con il proprietario al realizzare una casa perfettamente funzionale e gradevole.

Allo stesso modo l'arredatore/coach supporta e affianca lo scrittore nel determinare come organizzare il proprio lavoro, impostare la propria procedura, gestire le risorse e i contatti, ottimizzare il tempo e le consegne, evitare o affrontare e superare i blocchi che si incontrano nel lavoro.

Ma serve?
A questo punto vi sarà venuta spontanea una domanda.
«Ma io conosco pochissime persone che hanno avuto bisogno di un arredatore per la propria casa, in genere si va da un imbianchino e si fanno dipingere le pareti, oppure lo si fa da soli con l'aiuto degli amici. Si va all'ikea, si scelgono i mobili, si passano le serate a capire le istruzioni e si inizia a riempire gli scaffali di libri. Qual è il problema?»
Nessuno, in effetti nessuno.
La maggior parte delle persone non necessita o non vuole un arredatore d'interni per la propria casa. La maggior parte delle persone abita però in una casa della quale vorrebbe modificare qualche particolare, ci avete mai fatto caso? Quasi nessuno è pienamente soddisfatto della propria abitazione.

Anche per la casa dello scrittore non c'è l'obbligo di un arredatore: moltissimi autori organizzano la propria carriera senza bisogno di un writing coach.
Moltissimi scrittori impiegano anni, molti anni, a trovare la propria corretta e funzionale impostazione di lavoro, moltissimi scrittori si lamentano di non riuscire ad essere organizzati e produttivi come vorrebbero.

A cosa serve quindi l'arredatore/coach?
Serve a impostare la casa in modo efficiente, funzionale e gradevole. Serve a far sì che il proprietario si trovi a suo agio in un ambiente confortevole e pratico senza dover passare mesi nel cercare i mobili giusti, le suppellettili giuste, e senza incorrere in errori grossolani.
L'arredatore consiglia i colori adatti, i mobilifici migliori per le esigenze della casa, la disposizione dei mobili e delle luci in modo che ogni cosa sia allo stesso tempo gradevole ed efficace.

Allo stesso modo il coach dello scrittore ha il compito di individuare gli strumenti corretti nel minor tempo possibile, aiutare lo scrittore a trovare un proprio modus operandi e raggiungere una produttività e qualità adeguata alla professione scelta.
In altre parole, consiglia gli strumenti migliori per gli obiettivi da raggiungere, aiuta nel creare le più utili abitudini di lavoro e tiene sotto stretta sorveglianza il modo in cui queste nascono e si stabilizzano.
Aiuta ad affrontare i blocchi che si incontrano durante il proprio lavoro e a creare le condizioni per superarli con facilità anche in seguito. Assiste l'autore ottimizzando i tempi e i costi necessari per creare un "ambiente" funzionale, produttivo e gradevole in cui lavorare.


Se pensate di avere bisogno di un writing coach, desiderate maggiori informazioni o volete lasciare un commento vi invitiamo a scrivere a
info@correzionebozze.it, oppure a max.enrico@gmail.com, o ancora a servirvi della form per il commento qui sotto.



1 commento:

Romina Tamerici ha detto...

Interessante parallelismo tra la casa e la scrittura! Bel post!