lunedì 30 gennaio 2017

E-book autopubblicati: devo aprire la partita IVA?

L'autopubblicazione in formato elettronico è, probabilmente, la via più semplice e rapida per diffondere la propria opera in modo autonomo, qualora non si abbia (o non si desideri) la possibilità di essere pubblicati da un editore. In termini fiscali, però, i dubbi su come comportarsi sono molti: devo aprire la Partita Iva? Devo pagare le tasse? Devo dichiarare i guadagni?

Vendere il proprio e-book attraverso un proprio sito personale o blog, senza intermediari, è possibile. Dal punto di vista fiscale ciò rientra nella casistica del cosiddetto commercio elettronico diretto, e per poterlo esercitare (indipendentemente dal numero di copie vendute) è indispensabile avere la Partita IVA e rilasciare una regolare fattura all'acquirente. Esistono interpretazioni di questa situazione che promettono la possibilità di non aprire la Partita Iva, ma la questione è controversa e non ci pare consigliabile avventurarsi senza la consulenza di un vero esperto.

In alternativa (alternativa decisamente più semplice e verosimilmente più produttiva) ci si può appoggiare alle piattaforme di autopubblicazione, stipulando un contratto con un servizio di self publishing che sostanzialmente figura come editore del libro ed è sostituto d'imposta rispetto all'autore (dunque verserà la ritenuta d'acconto sulla quota di diritto d'autore e rilascerà la relativa certificazione annuale). In questo caso, in altre parole, allo scrittore - che non deve necessariamente avere la Partita IVA - verrà fornita una nota per cessione di diritto d'autore e verrà pagata una quota per ogni libro venduto. A seconda della piattaforma scelta, bisognerà fare attenzione al Paese presso il quale l'editore è registrato: la tassazione e le condizioni potrebbero differire da quelle italiane.

L'autore è l'unico detentore dei diritti di pubblicazione, l'editore è per così dire un intermediario. Per questa ragione, salvo clausole particolari, è possibile - se lo si desidera - commercializzare lo stesso e-book tramite più piattaforme di autopubblicazione. Se si richiede l'aiuto di un professionista per la correzione bozze, l'editing, l'impaginazione del testo, l'assistenza pratica per il caricamento e la gestione del testo sulla piattaforma, normalmente il rapporto economico si risolve fra scrittore e professionista (tramite fattura) e non influisce sulla tassazione specificamente legata al diritto d'autore.

Per quanto riguarda l'influenza dei guadagni da e-book autopubblicati sulla dichiarazione dei redditi, esattamente come per ogni altra entrata economica derivata da vendita o da attività professionale, bisogna fare riferimento alle norme relative alla propria posizione fiscale, facendosi assistere eventualmente da un commercialista o un patronato.

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