domenica 12 marzo 2017

Pubblicare un libro: lo scout e il consulente editoriale

Fra l'inedito e il libro pubblicato si collocano, oltre all'editore, vari professionisti il cui ruolo non sempre è ben chiaro a chi non è esperto del mondo editoriale. Fra loro c'è lo scout, ovvero l'esperto che trova e riconosce materiale adatto alla pubblicazione e cerca di proporlo all'editore.

Sara Meddi de La matita Rossa si è prestata a descrivere la sua professione per illustrarne i meccanismi. Potete trovare il testo completo qui; ecco le informazioni che più possono interessare agli autori esordienti che aspirano a essere scoperti e pubblicati.


Che cosa fa uno scout?
"Io faccio questo: cerco delle cose e poi, quando trovo qualcosa che mi pare meritevole di attenzione, porto la mia opinione a un editore sperando che questa attenzione venga ripresa. A volte ciò significa reperire testi ormai fuori diritti adatti a una ripubblicazione, o volumi stranieri già pubblicati da sottoporre all'attenzione delle case editrici. Talvolta invece significa scoprire e seguire un autore, ascoltarlo, prestargli il mio tempo e la mia esperienza: in questo caso preferisco definirmi 'consulente editoriale' perché il mio lavoro va al di là della semplice ricerca e si configura, appunto, come consulenza."

Che competenze ha chi esercita il tuo lavoro?
“Penso che sia necessario formarsi con buoni maestri e imparare a sapersi orientare, conoscere un po’ tutto il mondo dell’editoria (chi pubblica cosa, chi lavora dove, eccetera), ma anche specializzarsi trovando una nicchia in cui potersi dire davvero competenti.”

Come decidi che un testo merita la pubblicazione?
“I testi capitano nei modi più disparati: ti arrivano nella casella di posta, oppure trovi una buona penna durante un laboratorio di scrittura o leggendo un blog… Questo comporta un grande impiego di tempo perché la stragrande maggioranza delle cose che ti vengono proposte non è realmente interessante, ma è un rischio che si deve correre. Per inciso, la mia mail è: sarameddi@alice.it.”

"Funziona" sempre?
“Non sempre l'intuizione buona riesce ad avere realizzazione concreta: trovare il momento giusto per proporre un libro a una casa editrice è un’abilità che richiede un po’ di esperienza, senso pratico e anche una buona dose di arte divinatoria, perché non tutto è progettabile e magari capita anche di fare dei buchi nell’acqua. Può succedere che il contratto sfumi all'ultimo minuto per ragioni indipendenti dalla bontà della scelta (un inatteso cambiamento ai vertici della casa editrice, per esempio). Può succedere che il libro sia 'giusto' ma che non si trovi l’editore giusto o il momento giusto per proporlo. A volte scovo un'opera valida ma se la proponessi in quel momento brucerei le possibilità di pubblicarla, allora quella scheda di scouting me la devo tenere nel cassetto e aspettare che per l’editoria sia il momento giusto. Ciò senza dimenticare che l’editoria non è solo catalogo, il catalogo è una cosa che si costruisce…”

Che costi ci sono per l'autore?
“La situazione è estremamente variabile. Per gli autori italiani, è possibile che lo scout individui un buon autore e gli chieda solo una quota fissa alla firma di un eventuale contratto come rimborso spese (diciamo in un ventaglio fra i 150 e i 300 euro, in media), e imposti una percentuale sulle royalties.
Poi ci sono gli autori che si propongono in lettura, e non sempre vengono poi scelti per essere proposti a un editore; in tal caso spesso si concorda che lo scout legga l’opera e stenda una scheda di valutazione, in modo che lo scrittore abbia comunque un riscontro dettagliato (in genere i costi si aggirano sui 100 euro). Esistono senz’altro anche altre soluzioni: in editoria non esistono tariffari codificati e procedure granitiche.”

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